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Sassuolo-Juventus, Pirlo: ‘Non voglio vedere rassegnazione. Futuro? Non ho paura’



L’allenatore bianconero ha caricato l’ambiente alla vigilia del match con il Sassuolo: “Siamo delusi e arrabbiati per la sconfitta contro il Milan, ma siamo ancora a un punto dalla Champions League e abbiamo il dovere di crederci. Nel calcio può succedere di tutto”. Sulla formazione: “Ronaldo ha giocato tante partite, vedremo”. E infine sul suo futuro: “Non ho paura, conta il bene della Juventus”

La sconfitta per 3-0 nello scontro diretto contro il Milan ancora brucia nell’ambiente Juventus, ma è già il momento di guardare avanti alla sfida di mercoledì sera sul campo del Sassuolo. E’ proprio questo il messaggio che ha mandato Andrea Pirlo, nella conferenza stampa della vigilia: “La Juve deve fare una grande partita, ma la cosa più importante è che non voglio vedere rassegnazione nei ragazzi. Sono nel calcio da tanti anni e ne ho viste di tutti i colori, mancano tre partite e siamo a un punto dalla Champions. Ci deve essere grande positività, sapendo che abbiamo ancora la possibilità di andare in Champions League. C’è grande delusione perchè abbiamo perso 3-0 contro il Milan, in uno scontro diretto importante. Ma abbiamo ancora tre partite a disposizione e dipenderà sempre da noi, sperando che gli altri possano avere passi falsi. Il nostro obiettivo non cambia e il calcio può regalarti grandi soddisfazioni anche all’ultimo minuto dell’ultima giornata. Abbiamo il dovere di crederci. C’è ancora tanta carica in me. Siamo arrabbiati, incazzati, non voglio vedere in tutto l’ambiente rassegnazione. Più grinta da parte della squadra? Non basta solo quella per vincere le partite. Ho sempre chiesto un atteggiamento diverso, di avere la bava alla bocca e il sangue negli occhi. Bisogna avere un fuoco che ti brucia dentro nello stomaco per raggiungere i risultati. In alcune circostanze l’abbiamo avuto, in altre no. Parlare solo di grinta mi sembra ridicolo, si diceva 50 anni fa ma nel calcio di oggi non basta”.

“Ronaldo? Oggi decideremo, spero di avere tutti a disposizione”

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L’allenatore bianconero si è poi soffermato sulle possibili scelte di formazione e su un eventuale turno di riposo per Cristiano Ronaldo: “Ronaldo ha giocato tante partite quest’anno e ha fatto tanti gol. Vedremo come sta oggi, nell’allenamento del pomeriggio, e decideremo il da farsi. Domani per noi è una partita importante e delicata, spero di avere tutti a disposizione. Danilo ha recuperato da un problemino che ha avuto nelle scorse settimane e sta bene, potrebbe partire dall’inizio così come Arthur”. Partita con il Sassuolo che potrebbe rivedere anche Dybala dal primo minuto: “Voglio il riscatto di tutti, non solo quello di Dybala. Serve una prova d’orgoglio collettiva. Se giocherà Dybala o Ronaldo non importa. L’importante è che abbiano voglia di onorare questa maglia”.

“Futuro? Non ho paura, penso al bene della Juventus”

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Pirlo ha proseguito parlando dei propri rapporti con la società, non volendo però commentare una presunta lite avvenuta dopo Juventus-Milan tra Nedved e Paratici proprio sulla posizione dell’allenatore: “Di gossip e cose inventate non voglio neanche parlarne. Per quanto riguarda il discorso Superlega si tratta di cose esterne, che dobbiamo lasciare da parte. Il nostro obiettivo è quello di dimostrare sul campo che ci meritiamo un posto in Champions, il resto lo lasciamo all’esterno. Mercato? Con la societa c’è sempre stata sintonia sia in estate che a gennaio. Avevamo pensato di fare qualcosa, magari aggiungendo un attaccante in più perchè eravamo un po’ corti in quel reparto, ma non si è creata l’occasione giusta e siamo rimasti così”. E sul suo futuro, Pirlo si esprime così: “Non ho paura, penso solo al bene della Juventus, che è più importante di tutto. I risultati diranno se sarò ancora l’allenatore. La Juve viene prima di tutto, cercherò di fare il meglio per la società”.

“Mi sono adattato per diversi motivi”

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Pirlo ha poi puntualizzato il tema del suo adattamento alla squadra, da lui spiegato nel post partita di Juventus-Milan: “Mi sono adattato per cause interne, infortuni e covid. C’è stato un motivo se non ho mai schierato la stessa formazione, non ho mai avuto a disposizione tutti i giocatori ed è stato difficile metterne sempre 11 dall’inizio. Mi sono adattato alle circostanze, tutte le partite diventavano diverse da programmare. Magari all’inizio hai un’idea di calcio, poi vedi le caratteristiche dei calciatori e devi essere bravo ad adattarti alla squadra. Tutti gli allenatori hanno sempre dei giocatori dei quali pensano che abbiano determinate caratteristiche, invece poi devono essere bravi ad adattarsi”.



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